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Incredibile non sono ancora morta. anche se ho aspettato il treno nella hall della stazione di bologna per 50 minuti.
Oggi mi trasferisco, me ne vado da Bologna. Si torna a casa, per un paio di mesi. Poi Londra per l'inverno. E chi vivrà vedrà.
Saluto tutti quelli che mi conoscono e complimenti per la trasmissione.
Non dirò altro che swishhh.
Dato che Bologna oggi è stata teatro di uno scontro a fuoco tra lo smog e l'afa. E io sguillo su me stessa, rosolata nel sudore più appiccicoso mai registrato sulla terra. I piedi si stanno coprendo di vesciche perché è così umido che le infradito si incollano alla pelle e tirano fino a che questa non si incazza e molla una vescica per protesta.
Ho già fatto 4 docce nel solo pomeriggio.
Scrivo tutto questo perché ora mi dirigo (o meglio striscio) verso la stazione a prendere il treno, e non so se sopravviverò. La legge di Murphy farà sì che il mio treno offra agli astanti posti a sedere in sole carrozze con l'aria condizionata rotta. Quelle che un tempo dividevano i fumatori dai non fumatori oggi si sono riciclate in carrozze sudatori e non sudatori.
Per questo, mando un bacio a tutti quelli che mi hanno voluto bene, casomai mi ritrovassi improvvisamente reincarnata in una pozza di umido schifido.
Adieu
"Non lasciate nulla al caso, ripetete le cose migliaia di volte, e qualcuno dirà comunque che non aveva sentito.
Scrivete tutto, per carità, o il vento si porterà via le vostre parole.
Nessuno vi risparmierà, se non ancorate alla pagina i vostri pensieri, se non li renderete tangibili quanto scarabocchi. Vi faranno rimangiare tutto, e vomitarlo ancora, ma a nulla servirà, perché le parole volanti, per quanto oneste, chiare e sincere, avranno la vita di una farfalla, e verranno bruciate dalla fiamma dell'interesse altrui.
Non fidatevi delle parole dette in amicizia, in confidenza, in debolezza ed abbandono. Sono farfalle più splendenti e colorate, ma verranno bruciate con lo stesso impeto di rabbia, scorrettezza ed interesse di quelle date in mano ad estranei. Non date dunque troppe parole all'aria, che qualcuna potrebbe essere strappata dalle sorelle, resa un pugnale e piantatavi nella carne come una lama. Legatele, quindi, tra loro con carta ed inchiostro, o quando impossibile, ripetendole uguali a se stesse come una cantilena. Che i sì e i no si spargano sul vostro parlare, che vengano estirpati i forse e i vedremo come erbacce che, se lasciate a sé stesse, soffocheranno tutto ciò che avete da dire.
Diffidate dagli amici più che dai nemici, perché saranno loro che vi faranno dire parole leggere e spensierate, vi lasceranno giocare con l'intesa e la complicità, per poi rinfacciarvi la vostra fiducia, approfittarsi del vostro impegno e della vostra buonafede. Per trattare con gli amici usate la stessa cura che volgete alle rose, di cui accarezzate i petali salvaguardandovi dalle spine.