Beatrice (non il Beu)
Berlusgoogle
Camillo
Cos'è un blog?
Fuoridalcoro
Il Grande Cocomero
IMlog
Kikitchen
L'alienonellozaino
LaBeautéEstDansLaRue
Leonardo
Personalità Confusa
Polepole onlus (non mia)
Predinner
Stregatta (non solo per affinità felina)
Svaroschi
The Sniper
Vesti Berlusconi
Webgol
Wuming
visitato *loading* volte
Giusto un istante per descrivere questo.
Il tramonto ha deciso ormai di volgere al blu, le luci sono spente in tutta la casa, tranne nella camera di R, dove una piccola lampada illumina i resti di una giornata di studio e il suo viso addormentato e stanco, e tranne la mia scivania, dove il leggio si confonde con bottiglie d'acqua vuote, e la lampada lotta con lo schermo per disegnarmi orme sulle mani e sulla faccia. Leonard Coen mi aiuta a studiare le ultime, innumerevoli righe che presto dimenticherò, la mia mente che attraversa i ricordi ed esplora spiagge, il mio cuore quieto, per un attimo. So che presto mi alzerò da qui, dal mio sgabello strano che scricchiola per solidarietà alla mia mancanza di voglia, e andrò fuori, a guardare le prime stelle e la Bologna indecisa tra film e bicchieri di vino.
Da tanto volevo questo tipo di serata, quella in cui stai in casa, ma per una volta la vivi nella sua tranquillità ed ozio, sapendo che hai qualche ora davanti in cui ciondolare da un passatempo all'altro, da un pensiero all'altro. E con un po' di fortuna i pensieri saranno belli e sereni, giusto un po' di malinconia, di quella rassicurante che si prova per le cose che si hanno già, e che quindi non fanno paura, ma che ci piace girarci in testa come un portachiavi tra le dita. E prima di andare a dormire vagherò un po' intorno al letto, aprirò un libro solo per qualche minuto, perché in queste serate così non si ha voglia di fare qualcosa del tutto, ma si assaggia un po' quae un po' là, magari ripercorrendo le cose che si fanno sempre, ma con più lentezza. Forse mi concederò una canzone prima di dormire, di quelle scelte nel passato che senti vicine, ma non troppo da suscitarti brutti ricordi. E chiuderò gli occhi sorridendo, per una volta.
Sì vabbè, sto studiando, c'è brutto tempo, i piccioni hanno preso possesso della mia terrazza, la Vecchiadimerda rompe come al solito.
Ah non vi avevo mai parlato della sig. Vecchiadimerda? Trattasi della (purtroppo) vicina del piano di sotto, così chiamata per la sua natura mite e comprensiva, per la riservatezza e lo spirito dell'umorismo che la contraddistingue. Badate bene, signori, di non leggere il nome Vecchiadimerda come formato dalle parole italiane "vecchia" "di" e "merda" e quindi ricercare il significato di questo epiteto in una banale accostamento delle suddette. La signora non è poi vecchissima, non è fatta di merda e non puzza neanche troppo. Vorrei inotre ricordare che nel mio appartamento non abbiamo nulla contro gli anziani, anzi andiamo d'accordissimo con loro, come dimostrano i nostri rapporti con la gentile nonnina dirimpettaia e con la coppia settantenne del terzo piano (dove arriva lontano la nostra socialità!). E' la Vecchiadimerda la stronza. Non sappiamo chi le abbia dato questo azzeccatissimo nome. Alcune voci sostengono che sua madre stessa, alla nascita, abbia deciso di far capire subito al mondo con chi aveva a che fare, donandole lei stessa il geniale nomignolo; motivo per il quale la Vecchiadimerda, da bimba, non è stata sicuramente battezzata. Alle elementari nessuno la prendeva in giro. Sarebbe stato troppo facile.
Mi ha detto un amico che nella vita bisogna creare "suspance". Un altro sostiene che bisogna fare unicamente ciò che si ha voglia di fare (al momento si trova in una spiaggia di Ravenna in camper a fumarsi le canne. Amena attività che sta praticando ininterrottamente da circa 4 giorni) Io, dal canto mio, sento che devo tornare a studiare. Per cui i numerosi aneddoti sulla Vecchiadimerda li rimando alla prossima. Augh.
Certe volte i vecchi amici vengono chiamati così solo perché li si conosce da tanto tempo. Certe volte un momento di tristezza è l'inizio di qualcosa di nuovo, mentre altre, in cui è il nuovo che cerchi, sono soltanto i soliti momenti con un altro volto. A volte si impara molto, anche dagli errori degli altri, a volte le cose si rivelano nella loro completa e inequivocabile realtà, e sono cose tristi, a ben guardare, ma scopri di saperle osservare con tranquillità e sollievo. Poi ti accorgi, sorseggiando uno dei rari caffè, che hai imboccato una strada giustissima, senza neppure pensarci, dopo aver cercato per mesi le tracce di un bivio, un bivio qualsiasi, e le tue mani scorrono sui tasti alleggerite. Hai scavato in te stessa alla ricerca di coraggio, pazienza, obiettività, forza, energia, maturità, umorismo, volontà, curiosità, responsabilità, leggerezza e percezione e non hai mai trovato altro che polvere e fumo. Poi esci in superficie per respirare un po' e ti accorgi che quello che cercavi non era in profondità, ma dove naturalmente saresti stata, se non avessi deciso di cercare tutto questo. E poi, anche se tutto quello che vedi fuori è banale come è sempre stato, non ha più importanza. Per un attimo hai smesso di cercare l'orizzonte e ti sei ritrovata a goderti il sole caldo, il rumore delle onde e il verde, sotto i piedi e tra le dita.