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Signori, è il vostro momento. E se non trovo una degna serie di risposte vi porterò sfiga per un anno. A tutti, senza esclusione.
La qui presente si trova in strettissima necessità di dare una spina dorsale alla sua cultura musicale, quindi forza, datemi una lista dei "must", di quei pezzi per cui vale la pena vivere. Non posso più continuare nel mio analfabetismo. Siate generosi, l'iniziativa non è a scopo di lucro.
Ci hanno staccato l'acqua alle 14:00. Urlandolo col megafono dal cortile e svegliando anche i piccioni cagoni sul mio terrazzo. (Per inciso, chi volesse del latte Granarolo alta qualità gratis può passare da me. Abbiamo appurato dalla dimesione delle cacche sul terrazzo che sul nostro tetto vive la Lola, la vacca più famosa d'Italia, probabilmente ospite fissa del condominio di piccioni qua sopra)
Lo hanno fatto nel momento di massima espansione creativa del nostro lavello, che si diletta a montare stoviglie e piatti in composizioni artistiche di una certa forza espressiva. Così io e la B siamo state costrette, nostro malgrado, a rimandare il lavaggio a momento (o data) da destinarsi. La madre di R sostiene che la nostra casa sia peggiore dell'Africa, da cui è appena tornata. Sarà.
Io intanto posso finire in pace il manuale del prossimo esame, obiettivo fissato per le prossime 17:30 pena la dieta.
Ebbene sì, mi sono imbucata ad una festa di laurea altrui, e allora?
Stavamo camminando tranquillamente e abbiamo sentito tutta quella musica che usciva dalle finestre... Siamo andate davanti al portone e ci hanno aperto proprio in quel momento, per le scale abbiamo chiesto se c'era Luca e ci hanno detto di sì, entrate in casa ci hanno preso i cappotti e fatte entrare. Peccato che non c'era più niente da bere! Ci siamo divertite però!
Congratulazioni Valeria, chiunque tu sia!!
Un individuo di sesso femminile a me molto caro (no, non vi dico chi è che poi mi s'imbizzarrisce) mi chiama un mesetto fa e mi dice esultante:
"Ho comprato delle borse fortissime, dei pezzi unici! Vedrai che carine quando mi arrivano, sono tutte diverse tra loro!"
"Cosa vuol dire delle borse? Quante ne hai prese, scusa? Tutte diverse?"
"No, io ne ho prese solo due, ma sono una cosa originalissima, sono fatte con i teli presi dai tir tedeschi. Tutte diverse,vedrai!"
Oggi ho visto.
Mi accingo ad aprire la prima scatola di cartone. Tiro una bretella che si rivela in realtà un rimasuglio di cintura di sicurezza. Segue un parallelepipedo in plastica grigiotopo, rosso e nero. Tagliuzzato in due punti. L'interno è sfoderato. Senza tasche.
L'altra scatola nasconde una borsa da postino nera e bianca, sporca e lisa, con un mozzicone di scritta che si limita a dichiarare "MOP".
40 euro l'una.
Fortunatamente l'originalità (o l'umorismo) del produttore ha voluto allegare, a mo' di etichetta di ogni singola borsa, una provvidenziale scatola di fiammiferi.
Ci siamo proprio tutti.
Persino Beppe Grillo ha aperto un blog e se ne vanta. Dicendo che il suo è più bello e pappappero. Evvabbé
O studenti universitari di tutto il mondo questo è un appello per voi.
Il prossimo che incontro ad un ricevimento di prof che osa, non dico parlare, ma solo accennare o riferirsi lontanamente al tema: "punteggio di laurea raggiungibile" oppure: "è importante laurearsi in tempo?" o anche: "questo prof è stronzissimo, dà i voti a caso" giuro che sarà oggetto di un rito di magia nera insegnatomi dai miei antenati per distruggere l'esistenza di un qualsiasi essere vivente.
E' possibile che ogni, dico, ogni volta che sono in fila per parlare con un prof mi trovo sommersa da leggende metropolitane, crisi di ansia, pessimismi e banalità varie? Non si può andare avanti così.
Scusate il francesismo ma stasera proprio di strascazzo si tratta.
Un po' la cena indiana che ha preso l'esofago per un ascensore, un po' il clima familiare insostenibile, fatto sta che stasera sono proprio stralunata.
Il weekend ha avuto i suoi risvolti positivi, ma soprattutto negativi, quindi il relax faticosamente (si fa per dire) conquistato a Bali sta lentamente sfumando. Come direbbe quallche amica mia, mi balla l'occhio. Che, per i profani, significa che sono giunta a quel livello di stress che precede l'esplosione omicida o la crisi di nervi.
Fortunatamente, io e il piccolo Buddha che c'è in me abbiamo in programma una riunione di condominio proprio per stasera, e se si presenta anche la Pollyanna del secondo piano può darsi che per domattina si riesca ad approvare l'installazione di una bella ringhiera in ferro battuto con cui recintare il famoso baratro. Se Pollyanna si presenta con una bella torta al cioccolato molto probabilmente ce la sbrighiamo in pochi minuti.
Ghhhh... sto per diventare una pianta da appartamento....
Sono chiusa in una stanza d'albergo da questa mattina e sono uscita solo per andare al ristorante del suddetto. Fuori c'è una tonnellata di neve che continua a fare su e giù tra terra e cielo e io son inchiodata qui senza nessuno con cui fare a pallate (di neve!).
Invece di visitare la sconosciuta Bergamo mo sto sollazzando col copia-incolla, nella speranza che esca fuori una tesina, prima o poi. L'aria secchissima di questa camera mi sta essiccando labbra e pelle, portandosi via una tintarella tascabile di due giorni netti di sole tropicale e, gia che c'è, anche qualche tonsilla e un paio di cornee. Sto riempiendo tutti i bicchieri che trovo di acqua, per posizionarli nei punti strategici, ma gli occhi bruciano comunque.
Mi consolo pensando alla romantica cenetta bergamasca che mi attende. Se tutto va bene alle 11 di sera.
Ebbene sì, questo blog rantolava, ma alla fine il suo istinto di sopravvivenza ha vinto la terribile malattia che lo stava portando alla morte.
Dopo una lunga, intensa pausa di riflessione, abbiamo deciso di dare una seconda possibilità a questo figlio degenere.