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Dunque, domani ore 11 siete tutti pregati di collegarvi telepaticamente con la sottoscritta per fornirle emergia mentale, dato che ho un esame di cui so poco e nulla e vorrei che mi andasse, come si suol dire, di culo. A coloro che dimostreranno di essersi veramente impegnati nell'infondermi il Sapere verrà recapitato direttamente a casa il primo volume della collana Telepatia per tutti. Astenersi perditempo.
Dalle notizie flash della home page di Libero di oggi:
Iraq: due ostaggi uccisi
Sono americani: uno decapitato, l'altro ammazzato
Credevo che di stati d'animo molesti ce ne fossero due o tre. Non so, l'ubriachezza molesta, l'ira molesta (o forse omicida, vabbé), la stupidite molesta, che ti prende in quei momenti di ridarella irrefrenabili dove ti metti a fare i dispetti al mondo. Poi non mi viene in mente altro. E in fondo non ce n'è bisogno perche la lista serviva ad arrivare alla scoperta della tristezza molesta. Ebbene sì, lo stato d'animo tra i più passivi può arrivare a importunare chiunque nei paraggi. Non perché la società non vuole vedere la tristezza, quella vera, non inserita in un film e bla e bla. Ma perché proprio si diventa dei rompicoglioni. O almeno, a me è capitato. Chiusa sul mio sentimento - la cui causa è parte integrante del magico mondo dei fatti miei - ieri sono stata pesante come un macigno persino a me stessa. Iper-riflessiva, iper-sensibile, iper-malinconica, iper-fatalista. Con conseguenti sguardi fissi nel vuoto, sospiri, qualche occhietto lucido, camminata lenta e svogliata, "che c'è?""niente niente,....ehhhh".
Provate a passare un pomeriggio con uno zombi del genere.
Io mi sono depressa un casino.
Ieri avevo dichiarato ad alta voce che oggi sarei andata a correre. Quindi il tempo si è accartocciato in nuvoloso e piovigginante. In base alla mia esperienza, ci sono alcune formule magiche che hanno il potere di portare la pioggia, che cosiglio quindi a tutti i coltivatori diretti qui presenti:
Classico: Domani vado al mare, da pronunciare con disimpegno, funziona sempre e comunque, ma è poco potente dato che può invocare del semplice vento e qualche nuvola senza bisogno di disturbare gli acquazzoni
Estetico: Domattina vado a farmi i capelli, da pronunciare se si desidera nebbia o umidità in generale. Se urlato a pieni polmoni può anche arrivare alla pioggerellina fine
Letale: Domani parto per le vacanze, è il più potente di tutti, perché è in grado di evcare maltempo per più di una giornata. Se pronunciato in estate, porta ad una giornata di caldo tropicale che passerete in coda sull'autostrada per poi deliziarvi col peggior tempo della vostra vita quando siete a destinazione.
Sportivo: il sovracitato Domani vado a correre, che può essere sostituito con domani faccio un giro in bici o qualsiasi formula che comprenda un'attività all'aria aperta. Non funziona sempre, ma come abbiamo visto, oggi sì.
Il periodico: Il martedì ho lezione dall'altra parte della città, da usare quando si desidera che tutti i martedì mattina diluvi, nevichi, grandini o faccia un caldo porco. Perfetto per chi non vuole perdere tempo a pronunciare formule tutte le settimane.
Rapido: Vado a stendere i panni prima di uscire, per assicurarsi che, quando ci si è allontanati a sufficienza da casa, esploda un uragano o simili
La controformula non esiste, ma alcuni sostengono che pronunciare svogliatamente "Domani sto a casa a dormire tutto il giorno" sia un ottimo metodo preventivo per assicurarsi una bella giornata di sole.
"A volte le persone cambiano, o sono già cambiate.
A volte ti alleggerisci di questioni appiccicose ma importanti nella tua storia, ci stai male, per poi scoprirti più felice e leggero di prima. E ti chiedi se sei dispiaciuto per la loro perdita oppure per l'aver scoperto che sei più felice senza. A quel punto ti alzi, sorridi e ordini una birra."
A. Jones
Consideriamo come fascia giornaliera potenzialmente produttiva quella che va dalle 8:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 19:30.
Invece di studiare oggi ho:
Dormito fino a orari da vergogna (compreso dalle 8:00 alle 11:30)
Osservato intensamente le mie occhiaie post serata con le amiche e con l'alcol, formulando il pensiero che se continuo così mi ritrovo con rughe premature (11:35-11:40)
Guardato un po' di TV
Pranzato (ma non rientra nella fascia produttiva)
Pisolino postprandiale (fino a ore 15:30)
Navigata su internet alla ricerca del palmare migliore(15:30 - 16:00 circa)
Preso il libro (finalmente!)
Disegnato faccine e lumachine a bordo pagina
Osservato con metodo e interesse la superficie delle mie gambe dove l'abbronzatura ha levato le tende (fino a ore 16:20)
Attuamlente scrivo stronzate sul blog.
Fino a qualche mese fa ero una persona abbastanza irresponsabile, ma sto peggiorando a ritmi sospetti. L'estate, e soprattutto le "cattive" compagnie mi stanno portando fuori strada.
Ma mi piace un casino!!
Costa messicana del Pacifico, spiaggia semideserta.
Soddisfatti dalla nostra nuova sistemazione sulla spiaggia in una cabana in muratura priva di fori comunicanti con l'esterno e reduci da una notte in una topaia dove gechi, ragni e animali scagaccianti organizzano i loro festini, ci accingiamo a godere delle meraviglie della natura a cavallo di un'amaca.
La giornata tipo è intensissima:
colazione - liquado (mmm... frutta fresca frullata ghiaccio e latte. tutto ciò che sconsiglia la guida del Messico per un buon andamento intestinale), macedonia o uova alla messicana o peggio ancora tacos di pollo
spalmaggio di creme
riposino sotto al sole
bagno tra i cavalloni
spuntino
riposino sull'amaca
bagno tra i cavalloni
riposino al sole
doccia (nel caso l'acqua sia disponibile)
cambio abiti da costume da bagno a completo da profugo,
cena
varie ed eventuali.
Ed ecco che il secondo giorno, proprio tra il cambio d'abiti e la cena, ci ritroviamo a fare il tifo per la partita di beach volley Italia-Messico, dato che tutti i turisti sono, ovviamente, italiani. Mentre discutiamo sull'impossibilità di trovare al mondo una zolla di terra mai calpestata da un italiano, conosciamo una coppia che ci invita ad andare a cenare in un ostello dove cena di pesce + bere illimitato = 35 pesos, circa 2 euro.
Ed è così che il destino ci porta da Carlos ed Eduard.
Ci troviamo a camminare nel buio dell'ultimo tratto di giungla che sfiora la spiaggia, per poi essere inghiottiti da una costruzione assurda con la scritta: "Carlos Einstein Youth Hostel", dove un tavolone unico di legno troneggia tra file di amache, sovrastato da vecchi aratri appesi al soffitto. Un uomo anziano, dalla pancia improbabile e una bandana lercia tra i capelli grigi ci urla "Adelanteeee!! Mi casa es su casa!!!" E ci spinge a sedere intorno al tavolo. Deve essere indubbiamente Carlos Einstein, dato che sembra il sosia dello scienziato ingrassato, seminudo, puzzolente e adornato da una collana di ossa di animale e piccoli teschi, che porta anche appesi ai lobi.
Mentre Carlos si gratta i piedi prendendo le ordinazioni facciamo la conoscenza di Eduard. Trattasi di un ragazzo messicano down, rasta e completamente fatto di sostanze sconosciute. E' una persona felicissima. Ha passato la sera e cercare di spiegarci dove teneva la marjuana, per poi concludere a gesti che si trovava "tutto intorno a noi", ha cercato di farci mangiare gli avanzi perché "nulla va sprecato", ha voluto farsi fotografare con noi, si è spogliato nudo ed è andato a letto.
E' stata una serata indimenticabile, ed Eduard ci ha dato un vero esempio di pace interiore. Dovuta a sostanze stupefacenti, sì, ma sempre pace interiore.
Come al solito nella nostra terra si parla tanto di cose inutili e si sorvola su quelle importanti.
Quando la raccolta di firme per il referendum sulla fecondazione assistita, promossa da radicali e company, stava quasi per raggiungere il quorum, è spuntato un nuovo comma ( in luglio, quando tutti pensano alle vacanze e non vogliono sentir parlare d'altro) che ha permesso di cambiare nome alla legge e annullare così in un lampo il valore di ogni singola firma.
E' necessario raccogliere 500mila firme entro il 20 settembre per portare al referendum la cosa, impedendo così che l'entrata in vigore di una legge che proibisce interventi di fecondazione assistita su suolo italiano, precludendone l'uso, di fatto, solo a coloro che non possono recarsi a farli all'estero. Oltretutto questo provvedimento congela la ricerca italiana sulle cellule staminali, dato che diventa illegale produrli.
In ogni comune italiano è possibile partecipare alla raccolta, anche se nella maggioranza dei casi i cittadini sono ignari dell'esistenza stessa della raccolta. In un piccolo comune romagnolo il foglio delle firme si trova in un cassetto di un ufficio al secondo piano. A Firenze e Bologna, dove erano presente gli unici banchi di raccolta permanenti, sono state raccolte il 90 % delle firme totali attuali. Vista la quantità di consensi nei casi in cui è resa pubblica la questione, si rischia che la disinformazione decida per tutti.
Stradina di ghiaia su erba verde, tagliata di fresco, che circonda il ring.
Il gruppo si avvicina al tavolo tra i saluti dei presenti - padrona del ristorante, cameriere, 2 clienti che non capiscono perché tutto 'sto scodinzolio loro non l'hanno ricevuto - ne considera le dimensioni e la collocazione. I 10 contendenti, in senso orario partendo dal posto a capotavola alla mia sinistra sono:
mio nonno, che sarebbe iperglicemico ma non vuole ammetterlo, concedendosi quindi ogni stravizio compreso il digestivo. Si narra che sia un po' sordo, ma coglie anche un sussurro, se lo reputa interessante.
mia nonna, che tutte le volte dichiara sonoramente di essere piena alla fine dell'antipasto per continuare comunque ad abbuffarsi fino al dolce. E' lei ad incarnare il ruolo del Decisore, colui che assegna ad ogni commensale il posto da occupare al tavolo
mia mamma, la cui fama è giustamente diffusa. Celebri i suoi pasteggi a Caipiroska al ristorante brasiliano e a base di Ouzo nelle performance greche
amica di famiglia, l'unica che si alimenta in modo normale e quindi partecipa alla gara solo per gusto sportivo e non per spirito di competizione
amico di famiglia (marito di amica), tra i favoriti in gara, non si tira indietro fino al classico pulsare minaccioso della vena sulla fronte. E' solito appisolarsi russando sonoramente al termine della gara, quando essa si tiene in luoghi che lo permettono
mio babbo, anche lui tra i favoriti, è un teorico del cibo. Gli piace tutto, anche l'immangiabile (es. testine di agnello, coratelle e cervelli vari) a cui si approccia con lentezza e metodo. In gioventù spazzolava fiamminghe a fine pasto per scommessa, oggi raggiunge ritmi più umani
amico di famiglia (figlio di amica e amico), ha a sua disposizione uno stomaco da ruminante e una voracità da carnivoro. Tiene testa ai due contendenti precedenti senza il minimo sforzo
ragazzo (il mio) che non si fa sfuggire nessuno di questi eventi mangerecci, durante i quali ha scoperto che quella che credeva una sua eccezionale voracità si pone tranquillamente nella media degli appetiti di coloro che frequentano la mia famiglia. Per questo è stato accolto a braccia aperte degli altri membri del branco, in quanto considerato "degno" di sedersi con loro.
io, che in quanto me stessa non posso giudicarmi, ma che grazie a Dio non subisco più di tanto gli effetti fisici di tutto questo spargere di calorie dato che ho uno sviluppato senso di colpa che mi salva nel quotidiano. Nella competizione, però, ci metto tutta me stessa.
parente in trasferta, trovatosi in zona per lavoro, è stato coinvolto in quanto membro della famiglia. Ottimo commensale grazie alla ricchezza di aneddoti e alla calma che infonde parlando. Ha un appetito di un normale maschio adulto.
L'incontro ha visto sfilare antipasti tosco-romagnoli (affettati, cipolle fritte, sottaceti, fichi, formaggi, crostini, zuppa di fagioli) primi (risotto ai porcini, ravioli ai fiori di zucca e rosmarino) funghi (fritti, alla griglia, crudi) dolci (crema catalana, semifreddo all'amaretto, tortino al cioccolato con gelato alla vaniglia) caffè, rum, montenegro e sigari toscani. I secondi sono stati fonte di dubbio, ma dato il sovrappeso diffuso di metà dei presenti si è deciso di rimandarne la degustazione a data da destinarsi.
Siamo usciti dal ristorante dopo 4 ore, stanchi e stremati, che mi sono bastate per ingrassare un chilo, conoscere le tecniche di caccia masai, avere un riassunto dei listini dei cellulari sul mercato, dissertare sulla figura del medico rispetto alla diffusione massiccia della tecnologia, commentare il degrado urbanistico prodotto da alcuni architetti, definire alcune possibili mete future, organizzare la giornata di ieri.
Ora vi lascio per andare in palestra.
Siamo in formazione di attacco per cena in famiglia con amici e parenti. Le premesse sono poco rassicuranti perchè si sono radunate le migliori forchette dell'Adriatico che hanno dichiaratamente mangiato leggero a pranzo per l'occasione. Se sopravviverò, domani farò un resocondo degno dell'occasione.
Tremo dalla paura.