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Fonti certe mi raccontano davanti ad una lasciva spaghettata di pesce il seguente aneddoto REALMENTE ACCADUTO:
In un ristorante toscano si sta svolgendo un classico ricevimento di nozze, con sposina in abito bianco, parenti ubriachi eccetera
La suddetta sposina ha pensato bene di farsi sorprendere nel bagno del ristorante intenta in una pratica inequivocabile con il fratello dello sposo. Costui, per punizione divina o umorismo diabolico, ha infatti avuto una piccola emorragia che lo ha letteralmente incastrato nella sposa, costringendoli a chiedere soccorso agli invitati. Non ci sono notizie sull'esito rissaiolo della festa, né sulle condizioni del ristorante al suo termine.
Ecco che distesa sulla mia brandina mi spruzzo l'abbronzante, cerco un equilibrio tra il libro e il sole, in modo che il primo mi ripari dal secondo, allungo la mano per sentire se al caldo si scioglie almeno un po' di cellulite, contemplo il mio costume soddisfatta e gioco con un piede nella sabbia a 200 gradi. La scena non poteva che essere interrotta da bagnino con macchina fotografica e bandana blu per tutti.
Ci hanno immortalato bandanomuniti in piedi di fianco ad un frigo con scritto sopra, dal più audace dei tristissimi: "viva l'estate".
Come era ovvio, dopo lo scatto se ne sono andati tutti a casa.
Serata birra, bacardi breeze (che schifo) e piadine varie per la partita dell'Italia a casa di D'All
Siamo arrivati in ritardo causa traffico, presentandoci all'appello giusti giusti durante l'inno, quindi ci ha accolto un urlo "scavalca che stiamo cantando".
Mani che si ricordano per una volta che il cuore è a sinistra, ugole sadiche, torsi nudi e puzza di fumo. Proprio come me li immaginavo. Nessuno ci saluta fino all'ultima nota, poi ci accomodiamo sulla divaneria tricolore (VERAMENTE quell'uomo ha un divano verde uno bianco e uno rosso. Agghiacciante) e il tutto comincia.
Vi risparmio ciò che tutti sapete visto dagli occhi di chi guarda due partite l'anno solo in caso di europei o mondiali, ma faccio notare ai vari produttori di mobilia varia che le sponsorizzazioni di eventi calcistici non vanno sottovalutate. In ordine cronologico in quel salotto maledetto:
- lancio di orologio da polso swatch su credenza di legno e fotografie di famiglia il cornici di varia natura
- tappi di bottiglia a corona (birra) che stridono sospetti sul pavimento
- mazzo di chiavi (almeno sette compresa la porta blindata) sbattuto ripetutamente su tavolo in cristallo da 1500 euro (a detta del proprietario)
- n° 10 pugni su suddetto tavolo vibrati da n°4 ragazzi urlanti "credici credici, porca...eccetera"
- illimitato numero di cicche di sigaretta sparse per un raggio di circa 20 mq tappeto compreso
Insomma, alla fine di una partita così molti salotti italiani si trovano più malconci dei gioocatori stessi. E i proprietari potrebbero alzare lo sguardo alla tv e voi, o magnati del mobile, li colpireste come sponsor quando sono più vulnerabili, con il cuore alla partita e le mani a sostenere il tavolo perduto.
Ieri sera ho fatto una cosa che non facevo da anni.
Chessarammai? Un giro in bici trasportata sul cannone.
Mi sono quindi ricordata di quando mi venivano i crampi per tenere sollevate le gambe, quando perdevo le ciabatte per strada, coi piedi addormentati e inutilizzabili, con l'alito in faccia di quello che arrancava sui pedali al posto tuo.
Non ricordo, invece, di aver mai pensato prima all'enorme pericolo di sbilanciarsi dalla parte sbagliata, per capirci, non quella dei piedi ma della capoccia. Mi sono visualizzata in atterraggio cerebrale mentre il "pedalante" schivava lo scooter dell'occasione, anche lui arrugginito nella pratica del trasporto passeggeri.
Ero io incosciente allora, sono invecchiata oggi o cosa?
Burp.
Sono un po' provata dall'aperitivo molesto. Nel senso che l'aperitivo era buono, ma mi ha reso molesta.
Stiamo seriamente pensando di ordinare una pizza per fare due chiacchere con il tizio delle consegne. Questo è dovuto non a intenzioni imbroccarole, ma a un semplice attacco di stupidella che rende particolarmente disponibili ad ascoltare altri esseri umani. E magari riderci insieme. Siamo reduci da una cascata di mohjto o comecavolosiscrive (tanto non importa: si beve, non si scrive) e la cosa inizia a farsi pesante, specie dopo la birra piccola "per fare il fondo" e la mini-vodka di saluto col Barista Amico. Che poverino è in crisi e ci dispiace. Gli auguriamo, per via telematica, un grande in bocca al lupo.
Nel frattempo finisco il mio post assolutamente privato che completo con soddisfazione, visto che ora ho scritto anche io un po' di "fuffa" e posso entrare a far parte del dibattito a proposito. Ho sprecato qualche bit per contenuti inutili e posso proseguire quindi la mia serata felice, soddisfatta e brilla. Voi piuttosto datemi la soddisfazione di lasciare qualche commento ogni tanto, che a furia di parlare da sola qui sto doventando scema.
Belle le domeniche che vedono italiani su italiani a seguire i risultati parziali o parzialissimi delle elezioni. Ho visto tre persone stare sveglie fino alle due di notte quando di solito svengono verso le dieci.
Fa tanto finale dei mondiali girare per le case e trovare tutti a fare la stessa cosa - cioé niente, ma davanti alla tv.
E poi c'è anche l'affascinate aspetto algebrico, con tutti quei numerini che si caricano di significato, come nella tombola, come nel lotto. E la gente lì che spera, forza, un altro punticino per noi... no, non per loro... oddio chi vince.... E stare lì a guardare non serve, tanto fino a domani son tutte pevisioni nulle, ma che importa. Si è passato una notte da partecipi, e si va a dormire, comunque, contenti.
Oggi ben 3 post. mamma mia mi faccio senso.
Comunicazione di servizio: entro 20 giorni sarà pronto il nuovo template PolePole. Abbiate pazienza. Devo ancora metterci mane e, sinceramente, o di meglio da fare.
Pisolino del pomeriggio.
Modalità primaria: si ha solo una mezz'oretta per dormire. Lasciare la finestra aperta così la luce impedirà l'immersione nel sonno irreversibile. Da approfondire invece soltanto in caso di modalità 2. Avendo mezz'ora, l'ideale sarebbe scendere a patti col proprio inconscio per garantirsi almeno una decina di minuti di fase r.e.m., per farci scappare un mini-sogno tascabile con cui alzarsi belli soddisfatti. Purtroppo l'inconscio è meschino, quindi dovrete essere veramente convincenti. Provate a proporgli in cambio qualche film horror per il suo carnet di immagini pulp a cui tiene tanto. Altrimenti fingete. Uhhh un bel prato verde... l'isola deserta... il dominio del mondo... a volte si sente spodestato e ci casca, e voi avrete il vostro sogno. Che magari ritrae quello stronzo del vicino che vi piscia nel giardino, ma questo è un dettaglio, dopotutto l'avete fatto incazzare voi, l'inconscio.
Se non siete interessati al sogno evitate almeno di mettervi a pensare a quello che dovete fare dopo, perché magari vi ricordate che avete un milione di cose da fare e la mezz'ora se ne andrà in gastrite. Che non è il massimo della vita.
Per svegliarvi consiglio di pagare (o ricattare o chiedere a) qulcuno che vi faccia le coccoline e che vi chiami sussurrando. Dopo solo una mezz'ora ogni altro metodo vi renderebbe un pluriomicida.
Modalità 2 - Avete davanti a voi un lungo, nebuloso, soave pomeriggio di ozio continuo. Potreste quindi dormire fino a tardi, ma no. Mettete una bella sveglia da spegnere più e più volte, così da alzarvi all'orario in cui non c'è tempo per combinare nulla di serio ma ce n'è abbastanza per tutte quelle attività da coscienza sporca che rientrano nel cazzeggio fine a se stesso. Dato che, in fondo, stare svegli e rilassati è molto meglio che dormire.
Ai Mongoli viene imposto il cognome. Cosa strana per noi che siamo così abituati ad averlo. Sarebbe interessante scoprire come, linguisticamente, abbiano gestito fino ad oggi quell'insieme di sfumature che da noi sono possibili solo attraverso l'uso del cognome, come nel caso delle dimostrazioni di rispetto o di scarsa confidenza. E sarà ancora più divertente scoprire che razza di cognomi si inventeranno...
Apparizione! Epifania! Ho trovato l'autentica mappa di Springfield, quella Springfield!
Per tutti gli amanti della famiglia gialla, lo inserirò tra i link permanenti.
Per gli amanti dei test senza ritegno, quelli stupidi e inutili da leggere solo in mancanza di alternative, Virgilio ha creato una sezione apposita. Quando il vostro animo verte al fancazzismo estremo, beccatevi questo: Che amico sei? A quale personaggio della serie "Friends" assomigli di più?
Enjoy! Anzi, enJoy.
Gironzolando tra blog e blog ho notato che molti stanno scrivendo, in questi giorni, le proprie personali inclinazioni politiche a corredo della propria dichiarazione di voto. Non mi piace scrivere queste cose. E non perché il voto sia segreto o perché mi vergogni di qualcosa - a quel punto mi dovrei vergognare di ben altre scelte - ma perché, in fondo, a chi interessa cosa voto io?
Ai miei amici, ai parenti (che cercano di impedirmi di farlo), alle persone più care, quelle che mi conoscono bene. Se c'è altra gente a cui frega qualcosa, peccato. Non sono un personaggio di alcun rilievo sul piano politico, non sono un guru (meno male sto scrivendo perché la parola "guru" la pronuncio come un gargarismo), non sono un cosiddetto "opinion leader" in questa materia. Quindi, l'interesse nei miei confronti sarebbe solo per sapere cosa si dice in giro.
In effetti avete finito di leggere questo post proprio per sapere cosa si dice in giro, visto che qui di politica si parla poco (e per ora non si parla molto in generale).
E allora vi meritate almeno una caramellina a proposito!
Questo è un post privato. Quindi chi non vuole avere a che fare con i fatti miei esca dal blog.
Non ho molto da dirti: non l'ho fatto quando potevo. Ma questo ti sarebbe piaciuto pilotarlo tu.
Ciao Guido
Guarda guarda che cosa ho qui. Sostengono che questi siano occhiali da video blogger. Ma cosa c'entrano, in realtà, coi blog? Mah!
Interrompo il silenzio quando forse ci sarebbe bisogno di chiederlo. Ho appena letto un articolo di Repubblica che mi riempie, anzi mi svuota, di disappunto e di un po' di indignazione. Bravo Cecchi Paone. Ad inventarsi "l'omoaffettività" per candidarsi alle europee non ci aveva ancora pensato neanche il (forse tuo) Maestro.