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...la vita presa con calma...

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Utente: mauryngatta

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domenica, 26 giugno 2005
sono sopravvissuta

Incredibile non sono ancora morta. anche se ho aspettato il treno nella hall della stazione di bologna per 50 minuti.
Oggi mi trasferisco, me ne vado da Bologna. Si torna a casa, per un paio di mesi. Poi Londra per l'inverno. E chi vivrà vedrà.
Saluto tutti quelli che mi conoscono e complimenti per la trasmissione.

Postato da: mauryngatta a 17:49 | link | commenti (6) |

mercoledì, 22 giugno 2005
swishhh

Non dirò altro che swishhh.
Dato che Bologna oggi è stata teatro di uno scontro a fuoco tra lo smog e l'afa. E io sguillo su me stessa, rosolata nel sudore più appiccicoso mai registrato sulla terra.  I piedi si stanno coprendo di vesciche perché è così umido che le infradito si incollano alla pelle e tirano fino a che questa non si incazza e molla una vescica per protesta.
Ho già fatto 4 docce nel solo pomeriggio.

Scrivo tutto questo perché ora mi dirigo (o meglio striscio) verso la stazione a prendere il treno, e non so se sopravviverò. La legge di Murphy farà sì che il mio treno offra agli astanti posti a sedere in sole carrozze con l'aria condizionata rotta. Quelle che un tempo dividevano i fumatori dai non fumatori oggi si sono riciclate in carrozze sudatori e non sudatori.

Per questo, mando un bacio a tutti quelli che mi hanno voluto bene, casomai mi ritrovassi improvvisamente reincarnata in una pozza di umido schifido.

Adieu

Postato da: mauryngatta a 17:58 | link | commenti (1) |
quando non va

martedì, 07 giugno 2005
scrivete tutto, e non basterà

"Non lasciate nulla al caso, ripetete le cose migliaia di volte, e qualcuno dirà comunque che non aveva sentito.

Scrivete tutto, per carità, o il vento si porterà via le vostre parole.

Nessuno vi risparmierà, se non ancorate alla pagina i vostri pensieri, se non li renderete tangibili quanto scarabocchi. Vi faranno rimangiare tutto, e vomitarlo ancora, ma a nulla servirà, perché le parole volanti, per quanto oneste, chiare e sincere, avranno la vita di una farfalla, e verranno bruciate dalla fiamma dell'interesse altrui.

Non fidatevi delle parole dette in amicizia, in confidenza, in debolezza ed abbandono. Sono farfalle più splendenti e colorate, ma verranno bruciate con lo stesso impeto di rabbia, scorrettezza ed interesse di quelle date in mano ad estranei. Non date dunque troppe parole all'aria, che qualcuna potrebbe essere strappata dalle sorelle, resa un pugnale e piantatavi nella carne come una lama. Legatele, quindi, tra loro con carta ed inchiostro, o quando impossibile, ripetendole uguali a se stesse come una cantilena. Che i sì e i no si spargano sul vostro parlare, che vengano estirpati i forse e i vedremo come erbacce che, se lasciate a sé stesse, soffocheranno tutto ciò che avete da dire.

Diffidate dagli amici più che dai nemici, perché saranno loro che vi faranno dire parole leggere e spensierate, vi lasceranno giocare con l'intesa e la complicità, per poi rinfacciarvi la vostra fiducia, approfittarsi del vostro impegno e della vostra buonafede. Per trattare con gli amici usate la stessa cura che volgete alle rose, di cui accarezzate i petali salvaguardandovi dalle spine.

Postato da: mauryngatta a 14:49 | link | commenti (3) |

mercoledì, 25 maggio 2005
Giusto un istante

Giusto un istante per descrivere questo.

Il tramonto ha deciso ormai di volgere al blu, le luci sono spente in tutta la casa, tranne nella camera di R, dove una piccola lampada illumina i resti di una giornata di studio e il suo viso addormentato e stanco, e tranne la mia scivania, dove il leggio si confonde con bottiglie d'acqua vuote, e la lampada lotta con lo schermo per disegnarmi orme sulle mani e sulla faccia. Leonard Coen mi aiuta a studiare le ultime, innumerevoli righe che presto dimenticherò, la mia mente che attraversa i ricordi ed esplora spiagge, il mio cuore quieto, per un attimo. So che presto mi alzerò da qui, dal mio sgabello strano che scricchiola per solidarietà alla mia mancanza di voglia, e andrò fuori, a guardare le prime stelle e la Bologna indecisa tra film e bicchieri di vino.

Da tanto volevo questo tipo di serata, quella in cui stai in casa, ma per una volta la vivi nella sua tranquillità ed ozio, sapendo che hai qualche ora davanti in cui ciondolare da un passatempo all'altro, da un pensiero all'altro. E con un po' di fortuna i pensieri saranno belli e sereni, giusto un po' di malinconia, di quella rassicurante che si prova per le cose che si hanno già, e che quindi non fanno paura, ma che ci piace girarci in testa come un portachiavi tra le dita. E prima di andare a dormire vagherò un po' intorno al letto, aprirò un libro solo per qualche minuto, perché in queste serate così non si ha voglia di fare qualcosa del tutto, ma si assaggia un po' quae un po' là, magari ripercorrendo le cose che si fanno sempre, ma con più lentezza. Forse mi concederò una canzone prima di dormire, di quelle scelte nel passato che senti  vicine, ma non troppo da suscitarti brutti ricordi. E chiuderò gli occhi sorridendo, per una volta.

Postato da: mauryngatta a 20:19 | link | commenti (1) |
quando va

lunedì, 23 maggio 2005
E bla e bla e bla

Sì vabbè, sto studiando, c'è brutto tempo, i piccioni hanno preso possesso della mia terrazza, la Vecchiadimerda rompe come al solito.

Ah non vi avevo mai parlato della sig. Vecchiadimerda? Trattasi della (purtroppo) vicina del piano di sotto, così chiamata per la sua natura mite e comprensiva, per la riservatezza e lo spirito dell'umorismo che la contraddistingue.  Badate bene, signori, di non leggere il nome Vecchiadimerda come formato dalle parole italiane "vecchia" "di" e "merda" e quindi ricercare il significato di questo epiteto in una banale accostamento delle suddette. La signora non è poi vecchissima, non è fatta di merda e non puzza neanche troppo. Vorrei inotre ricordare che nel mio appartamento non abbiamo nulla contro gli anziani, anzi andiamo d'accordissimo con loro, come dimostrano i nostri rapporti con la gentile nonnina dirimpettaia e con la coppia settantenne del terzo piano (dove arriva lontano la nostra socialità!). E' la Vecchiadimerda la stronza. Non sappiamo chi le abbia dato questo azzeccatissimo nome. Alcune voci sostengono che sua madre stessa, alla nascita, abbia deciso di far capire subito al mondo con chi aveva a che fare, donandole lei stessa il geniale nomignolo; motivo per il quale la Vecchiadimerda, da bimba, non è stata sicuramente battezzata. Alle elementari nessuno la prendeva in giro. Sarebbe stato troppo facile.

Mi ha detto un amico che nella vita bisogna creare "suspance". Un altro sostiene che bisogna fare unicamente ciò che si ha voglia di fare (al momento si trova in una spiaggia di Ravenna in camper a fumarsi le canne. Amena attività che sta praticando ininterrottamente da circa 4 giorni) Io, dal canto mio, sento che devo tornare a studiare. Per cui i numerosi aneddoti sulla Vecchiadimerda li rimando alla prossima. Augh.

Postato da: mauryngatta a 14:53 | link | commenti (3) |

mercoledì, 18 maggio 2005
Certe volte

Certe volte i vecchi amici vengono chiamati così solo perché li si conosce da tanto tempo. Certe volte un momento di tristezza è l'inizio di qualcosa di nuovo, mentre altre, in cui è il nuovo che cerchi, sono soltanto i soliti momenti con un altro volto. A volte si impara molto, anche dagli errori degli altri, a volte le cose si rivelano nella loro completa e inequivocabile realtà, e sono cose tristi, a ben guardare, ma scopri di saperle osservare con tranquillità e sollievo. Poi ti accorgi, sorseggiando uno dei rari caffè, che hai imboccato una strada giustissima, senza neppure pensarci, dopo aver cercato per mesi le tracce di un bivio, un bivio qualsiasi, e le tue mani scorrono sui tasti alleggerite. Hai scavato in te stessa alla ricerca di coraggio, pazienza, obiettività, forza, energia, maturità, umorismo, volontà, curiosità, responsabilità, leggerezza e percezione e non hai mai trovato altro che polvere e fumo. Poi esci in superficie per respirare un po' e ti accorgi che quello che cercavi non era in profondità, ma dove naturalmente saresti stata, se non avessi deciso di cercare tutto questo. E poi, anche se tutto quello che vedi fuori è banale come è sempre stato, non ha più importanza. Per un attimo hai smesso di cercare l'orizzonte e ti sei ritrovata a goderti il sole caldo, il rumore delle onde e il verde, sotto i piedi e tra le dita.

Postato da: mauryngatta a 15:04 | link | commenti (4) |

venerdì, 15 aprile 2005
Miraggi

Dovete sapere che in Romagna ci sono gli struzzi. Non ne parla nessuno, ma ci sono, a valanghe.
Stupiti? E secondo voi quegli straccetti di struzzo all'aceto balsamico e rucola che vi pappate in quei bei ristorantini che vi piacciono tanto da dove vengono, dall'Africa? No, tra una pesca e l'altra, la Romagna e piena di allevamenti di struzzi, e se non ci credete prendete un regionale e guardate fuori dal finestrino.

Questo appunto stavo facendo, saltellando con lo sguardo tra un campo e l'altro e chiaccherando con R. di uno di quei soliti argomenti senza fondo che vengon fuori viaggiando in treno. Stavamo percorrendo una di quelle zone poco abitate ma tanto coltivate, quando li ho visti.

Immobili, fieri ed espressivi.

Due culi, in mezzo ad un campo deserto, che guardavano passare il treno.

Dietro, i loro rispettivi proprietari, che aspettavano pazientemente che questi fossero soddisfatti dello spettacolo.
Peccato che nessuno, dal treno, abbia salutato con la mano. Penso che i culi avrebbero risposto con gioia.

Postato da: mauryngatta a 13:05 | link | commenti (8) |

mercoledì, 16 marzo 2005
Aiutate una povera bambina (=outing)

Signori, è il vostro momento. E se non trovo una degna serie di risposte vi porterò sfiga per un anno. A tutti, senza esclusione.

La qui presente si trova in strettissima necessità di dare una spina dorsale alla sua cultura musicale, quindi forza, datemi una lista dei "must", di quei pezzi per cui vale la pena vivere. Non posso più continuare nel mio analfabetismo. Siate generosi, l'iniziativa non è a scopo di lucro.

Postato da: mauryngatta a 20:44 | link | commenti (10) |
polepoland

Incredibile ma studio

Ci hanno staccato l'acqua alle 14:00. Urlandolo col megafono dal cortile e svegliando anche i piccioni cagoni sul mio terrazzo. (Per inciso, chi volesse del latte Granarolo alta qualità gratis può passare da me. Abbiamo appurato dalla dimesione delle cacche sul terrazzo che sul nostro tetto vive la Lola, la vacca più famosa d'Italia, probabilmente ospite fissa del condominio di piccioni qua sopra)

Lo hanno fatto nel momento di massima espansione creativa del nostro lavello, che si diletta a montare stoviglie e piatti in composizioni artistiche di una certa forza espressiva. Così io e la B siamo state costrette, nostro malgrado, a rimandare il lavaggio a momento (o data) da destinarsi. La madre di R sostiene che la nostra casa sia peggiore dell'Africa, da cui è appena tornata. Sarà.

Io intanto posso finire in pace il manuale del prossimo esame, obiettivo fissato per le prossime 17:30 pena la dieta.

Postato da: mauryngatta a 14:11 | link | commenti (1) |

martedì, 15 marzo 2005
Infiltrate

Ebbene sì, mi sono imbucata ad una festa di laurea altrui, e allora?
Stavamo camminando tranquillamente e abbiamo sentito tutta quella musica che usciva dalle finestre... Siamo andate davanti al portone e ci hanno aperto proprio in quel momento, per le scale abbiamo chiesto se c'era Luca e ci hanno detto di sì, entrate in casa ci hanno preso i cappotti e fatte entrare. Peccato che non c'era più niente da bere! Ci siamo divertite però!

Congratulazioni Valeria, chiunque tu sia!!

Postato da: mauryngatta a 12:17 | link | commenti (3) |
quando va



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